Cocaina e psicoterapia: un legame diabolico…

By | 3 settembre 2015

cocaina e psicoterapia: un legame diabolico...“il 90 per cento delle volte che andavo alle sedute di psicoterapia, ci andavo fatto di cocaina. E il 90 per cento delle volte che uscivo dal colloquio, mi veniva voglia di andarmi a fare…!”

Non so quante volte ho sentito queste parole uscire dalla bocca di un paziente che mi stava raccontando dei suoi precedenti tentativi di smettere.

La verità è che la psicoterapia, specie se fatta da professionisti preparati, è un potentissimo strumento di cambiamento, eppure nella maggior parte dei casi, con chi usa cocaina, non funziona.

Perché?!? Vediamo i possibili casi:

1. Il paziente non lo dice…

Il terapeuta ci prova a dare un senso alle crisi di ansia, di pianto, alle notti insonni, all’apparente depressione, agli stati maniacali, ai racconti paranoici sui vicini di casa che sono informatori della polizia.., ma proprio non riesce a trovare il bandolo della matassa in questa accozzaglia di stati d’animo. Dopo un po’, se non è un totale sprovveduto, il terapeuta comincia a porsi il problema se, dietro a tutta questa confusione, non ci sia lo zampino di qualche sostanza, e lo chiede al paziente.

E cosa fa il paziente?

Se non lo ha fatto prima, è probabile che continuerà a non dichiarare o a minimizzare l’uso di cocaina, perché è convinto che non sia un problema, perché sì ogni tanto la uso ma lo fanno tutti, perché è mia moglie che non mi capisce, perché è mia mamma che mi ha maltrattato, perché lavoro tanto e sono stressato, e bla bla bla

Sta di fatto che finché il problema è negato, minimizzato, identificato con “altro”, è impossibile affrontarlo. E se il terapeuta non è in grado di identificare il problema e far capire al paziente che la sua ansia si chiama craving, che la sua depressione si chiama astinenza, che le sue paranoie sono una conseguenza dell’intossicazione, non potrà nemmeno fare l’unica cosa che in questa fase è utile al paziente: motivarlo ad affrontare il problema rivolgendosi a specialisti.

2. Parlare dei suoi problemi lo aiuterà a smettere di farsi…


Questa è in assoluto una delle peggiori bufale che circolino sull’argomento.
 Uno può aver avuto traumi infantili, può sentirsi in difficoltà nel relazionarsi con gli altri, con l’altro sesso, può provare ansie insormontabili o non riuscire a gestire lo stress lavorativo, ma parlare di queste cose fintanto che si fa uso di cocaina non solo non serve a niente, ma rischia addirittura di aggravare la situazione!

Perché?


Chi fa uso di cocaina è abituato ad utilizzarla per gestire le situazioni stressanti (mi faccio una riga e non ci penso più…!). La psicoterapia, per definizione, è frustrante, perché tira fuori dal paziente le cose che fanno più male, ma in questa fase il paziente non è in grado di tollerare la minima frustrazione (altrimenti si va a fare!).

Quindi il rapporto che c’è tra psicoterapia e cocaina è diabolico in questo senso: rischiano di alimentarsi a vicenda senza mai venirne a capo!

Per questo il terapeuta che abbia un minimo di esperienza, sa che lavorare sul “potenziamento della forza di volontà” e altre amenità del genere, non hanno alcun senso in questo caso. Il paziente deve rivolgersi a specialisti.

3. Mi sto curando, cosa volete di più da me?!?

Capita che chi fa uso di cocaina non abbia alcuna intenzione di smettere e/o non abbia alcuna consapevolezza della gravità della situazione. Però a casa gli fanno una testa tanta che deve fare qualcosa, che deve farsi aiutare, che così non può andare avanti etc. etc.

Allora cosa pensa?

Vado a fare psicoterapia! Così la smettono di scassare, al dottore racconto che da bambino ho sofferto molto, e così nessuno può più dirmi niente se continuo a fare festa ogni tanto…

Capito il trucco?

Questo permette, almeno per un certo tempo, di continuare indisturbato a fare quello che vuole. Anche in questo caso la terapia è destinata a fallire…

 

Ma allora la psicoterapia non serve a niente?!?

No, se stai facendo uso di cocaina la psicoterapia non ti aiuterà a stare meglio.

Diverso però è il discorso se il desiderio di cocaina è stato messo sotto controllo e sei così riuscito a restare pulito per un periodo minimo di 8-10 settimane. Arrivato a questo traguardo potresti trovarti in una di queste due condizioni:

1. Eliminata la cocaina sono spariti anche tutti i malesseri psicologici che avevi. La cocaina è uno psicofarmaco potentissimo, i cui effetti si fanno sentire anche a distanza di giorni dall’ultimo consumo, perciò se prima ti sentivi nervoso, ansioso, svogliato, depresso, facevi fatica a concentrarti, è probabile che il tutto fosse dovuto semplicemente alla festa che avevi fatto le sere precedenti (e che non vedevi l’ora di rifare…).
 Ora che hai smesso, sei tornato ad essere una persona normale, con i tuoi momenti buoni e meno buoni, ma tutto sommato stai bene così, e di fare psicoterapia non ne senti alcun bisogno.

2. Hai eliminato la cocaina, le cose vanno meglio, ma alcuni problemi sono rimasti. L’ansia è ancora una compagna ingombrante, in certi momenti ti senti così giù che ti verrebbe da piangere, ti accorgi che hai fatto macerie intorno a te e non sai da dove ripartire. In questo caso la psicoterapia non solo è utile, ma potrebbe essere fondamentale per abbandonare definitivamente la cocaina. Se certi problemi non sono affrontati e risolti, ora che ci sono le condizioni per farlo, potrebbero rappresentare, nel tempo, un fattore di rischio ricaduta.

Quindi, prima di pensare alla psicoterapia come prima soluzione, pensa a trovare degli specialisti che ti aiutino a mettere sotto controllo la cocaina. La psicoterapia, se serve, arriverà dopo.

Se vuoi maggiori informazioni mandami una mail a info[chiocciola]terapiacocaina.com, oppure scrivimi nei commenti, grazie!

9 thoughts on “Cocaina e psicoterapia: un legame diabolico…

  1. rita

    BUON GIORNO,
    quindi io che sto insistendo con mio marito a convincerlo ad andare da uno psicologo…e ci ero quasi riuscita…ora mi dice che è stato tutto inutile e che devo ricominciare l’opera di convincimento per uno specialista??non ci riuscirò mai…fa uso dall’età di 18 anni, nei primi anni ne ha abusato.
    Adesso va una volta al mese e in ferie, es. quest’estate, 4 volte in 20 giorni…appena prende lo stipendio è il suo primo pensiero…credo proprio che sia dipendente…leggendo i vari siti internet mi accorgo che purtroppo il suo carattere va a peggiorare sempre di più, e quello che mi preoccupano sono i 2-3 giorni sucessivi all’uso, in quanto diventa paranoico ( anzi la paranoia ormai ce l’ha perenne) verso me ( gelosia ossessiva) e verso gli altri ( sono tutti contro di lui, tutti inferiori, tutti delle merde), e anche aggressivo con le parole…poi si rende conto e passa allo stato depressivo ( la sua vita fa schifo, non ha mai soldi – che invece spende per la coca).
    Quando ne fa uso a me viene proprio il disgusto a guardare in che condizioni si trova ( vigile, contorto nei movimenti che sembra un robot, si chiude in casa o esce per non farsi vedere da nessuno ecc.) e gli faccio notare tutti i suoi comportamenti anormali, per fargli capire lo stato in cui si riduce …ma purtroppo mi dice che anche questo atteggiamento da parte mia è sbagliato…non so come comportarmi e non so come convincerlo che da solo non ce la può fare…ha un carattere troppo fragile e ormai troppo lesionato dalla droga…

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    1. albertoterraneo Post author

      Cara Rita,
      capisco bene la tua situazione, l’ho sentita raccontare innumerevoli volte da mogli, madri o compagne di chi usa cocaina.
      Le circostanze possono variare, ma in realtà si assomigliano tutte: lui non riconosce il problema, ma non riesce nemmeno a superarlo. Ho scritto un approfondimento su questo argomento, puoi trovarlo qui.
      Purtroppo, pensare che la psicoterapia da sola sia in grado di tenere sotto controllo il desiderio di cocaina, è un’illusione che gli stessi psicoterapeuti riconoscono.
      Può essere che nel tuo caso ci siano problematiche di tipo psicologico che hanno bisogno di essere affrontate, ma prima va messo sotto controllo l’uso di cocaina, agendo sui circuiti neurali danneggiati dalla sostanza. Senza questo tipo di lavoro, ogni altro tentativo di aiutare tuo marito è destinato con buona probabilità a fallire. Sarebbe un po’ come provare a ridipingere le pareti di una casa in fiamme, prima ancora di aver spento l’incendio…

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  2. Simone

    Ciao io c sto provando resisto massimo 3 settimane poi basta un bicchiere di vino in piú o guardo un bel sedere e m rimonta all’ improvviso senza controllo..aiuto

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    1. albertoterraneo Post author

      Quello che descrivi, Simone, è un meccanismo molto comune sul perché capitano certe ricadute.
      Ho provato a spiegarlo in questo post.
      Non sottovaluterei la situazione, è improbabile che si risolva da sola, senza che tu faccia nulla.
      Se cerchi un aiuto concreto, contattaci.

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  3. Antonio

    Ciao, ormai faccio uso di questa merda da circa 5 mesi e ogni volta mi ripeto: domenica ultima volta poi basta” e il lunedì mi manca e la cerco disinteressandomi di quanti soldi ho in tasca o di quello che sto facendo (uscendo anche prima dal lavoro). Così via per il resto della settimana. Inutile che vi racconto quante notti insonni, mattine a pezzi e “l’obbligo ” a rifarlo per riprendermi dalla stanchezza fisica. Al massimo l’ho lasciata perdere per 2-3 giorni questa dipendenza per poi ricaderci e ormai sono circa 50 giorni che la cosa è diventata quotidiana arrivando a spendere anche 500€ a settimana. Faccio 2 lavori e il fatto che posso permettermi di non fare debiti probabilmente è un mio fattore di rovina e ricadute.
    Della mia situazione non ne ho mai parlato a nessuno, per vergogna probabilmente perché è come dichiarare un fallimento della propria persona e chiedere aiuto è difficile di conseguenza. Ma non so come fare a questo punto. Vedo la situazione peggiorare di mese in mese, nonostante mi ripropongo di smettere nei prossimi giorni o mesi, economicamente mi sto rovinando..
    Chiedo un aiuto, un consiglio su come fare perché temo di rovinarmi davvero di questo passo.
    Scusate per questo mio intervento lungo ma è la prima volta che racconto quello che sto passando

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    1. albertoterraneo Post author

      Caro Antonio,
      provare vergogna è molto comune in chi vive il tuo stesso dramma, ed è però una di quelle cose che rischia di fregarti. Si prova vergogna perché si pensa che sia un vizio, una debolezza, senza rendersi conto che in realtà è un vero e proprio disturbo che ha componenti neurologiche importanti. Solo che in questo modo, vergognandoti e non chiedendo aiuto, continui a non affrontare il problema, lasciando che questo peggiori ogni giorno.
      La verità è che le persone che ti sono vicine, per quanto tu possa fare per nasconderti, si accorgono che qualcosa non va, soprattutto se la cosa è cresciuta così rapidamente come nel tuo caso. E ne soffrono, non capiscono, magari ti chiedono. Non riuscirai a mentire a lungo, ed è estremamente improbabile che tu riesca a risolvere la situazione da solo.
      A differenza di molti altri sei in una situazione favorevole, perché te ne stai rendendo conto.
      Non aspettare oltre, contattami –>QUI< --, e ti aiuterò a capire cosa fare.
      Se hai dubbi, prova a leggere qualcuna delle testimonianze delle persone che hanno deciso di farsi aiutare da noi (le trovi –>QUI< --).
      È la tua vita Antonio, pensa seriamente a come vuoi viverla…

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  4. andrea

    ci sono dentro in pieno una quotidianita che da 3 anni arriva a 2,5 al giorno
    ma un autocontrollo che mi spaventa perche i miei effetti sono diversi. sono sempre io anche dopo 2 3 4 addirittura. ma ci sono momenti che vorrei solo chiudere gli occhi e sognare che quando mi sveglio sia tutto finito. poi sono solo vivo solo con 2 gatte che mi danno conforto anche solo per la sua presenza.Ho 38 anni e sono 23 anni che le dipendenze fanno parte del mio vivere.

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    1. andrea

      una vita difficile da gestire però non ho mai fatto del male a nessuno e tanto meno rubare ecc per andare avanti tutto un mio maccanismoche mi fa vivere sempre sul filo del rasoio. Ma il rasoio mi ha tagliato durante la mia vita,ma mi sono sempre rialzato ho girato mezzo mondo ho usato tutte le sostanze che si possono trovare ma sempre sapendo cosa stavo facendo uso la testa MEGLIO PERDERE 1SECONDO NELLA VITA CHE LA VITA IN 1 SECONDO lo semore pensata cosi Ho esperienze da vendere e mi sono pure sposato non mi pento di nulla del mio passato perche quello che facevo lo volevo fare veramente, già gli anni passano e la mia vita sociale si è spenta e ridotta sul divano. sono consapevole di ciò che mi succede ma sempre presente

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    2. andrea

      una vita difficile da gestire però non ho mai fatto del male a nessuno e tanto meno rubare ecc per andare avanti tutto un mio maccanismoche mi fa vivere sempre sul filo del rasoio. Ma il rasoio mi ha tagliato durante la mia vita,ma mi sono sempre rialzato ho girato mezzo mondo ho usato tutte le sostanze che si possono trovare ma sempre sapendo cosa stavo facendo uso la testa MEGLIO PERDERE 1SECONDO NELLA VITA CHE LA VITA IN 1 SECONDO lo sempre pensata cosi Ho esperienze da vendere e mi sono pure sposato non mi pento di nulla del mio passato perche quello che facevo lo volevo fare veramente, già gli anni passano e la mia vita sociale si è spenta e ridotta sul divano. sono consapevole di ciò che mi succede ma sempre presente

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