La TMS

Era un venerdì di metà giugno 2013, e sembrava un giorno come tanti altri. Invece quel giorno era destinato a sconvolgere le nostre esistenze (e soprattutto quelle dei nostri pazienti…)

L’evento in sé era apparentemente insignificante: il papà di un nostro paziente ci aveva portato l’articolo di un quotidiano locale, e l’aveva appoggiato sulla scrivania del Professore. Il contenuto di quell’articolo, però, non era insignificante per niente: un importante ricercatore italiano, Antonello Bonci, era riuscito a far smettere di drogarsi dei topolini resi dipendenti dalla cocaina, grazie ad una tecnica innovativa chiamata optogenetica.

 

optogenetica cocainaIn estrema sintesi il contenuto della sua ricerca era questo: se rendiamo dipendenti da cocaina dei topi di laboratorio, ed andiamo poi ad analizzare la funzionalità del loro tessuto cerebrale (cioè dei neuroni, le cellule che compongono il cervello) scopriamo che rispetto ai topi “normali”, i topi cocainomani hanno delle aree cerebrali in cui i neuroni sono molto meno attivi. Grazie all’optogenetica, i ricercatori sono stati in grado di stimolare l’attività di questi neuroni “danneggiati” dalla cocaina, e questo ha avuto come conseguenza che i topi, la cui unica occupazione era diventata la ricerca compulsiva di cocaina, smettessero di cercarla.

Leggere quell’articolo è stato come ricevere uno schiaffo ben assestato: finalmente qualcosa di concreto nella ricerca di una soluzione alla dipendenza da cocaina!

Sfortunatamente  l’optogenetica non è una tecnica adatta all’utilizzo sull’uomo (si tratta, semplificando, di utilizzare dei virus per manipolare geneticamente i neuroni, e poi stimolarli attraverso un diodo luminoso fatto penetrare all’interno della scatola cranica… piuttosto invasiva come tecnica!)

Esiste però il modo di andare a stimolare l’attività neurale anche con tecniche che non sono per nulla invasive, e il cui utilizzo è anzi ampiamente collaudato, anche se non per il trattamento delle dipendenze. La principale tra queste metodiche è la TMS o Stimolazione Magnetica Transcranica, che da più di un decennio viene utilizzata per il trattamento della depressione resistente ai farmaci con ottimi risultati e con pochissime controindicazioni (che dopo vediamo).

In sostanza si tratta di investire il tessuto neurale con un campo magnetico ad alta intensità, in presenza del quale i neuroni aumentano il loro stato di attività.

terapia cocainaSe hai presente come si ricarica uno spazzolino elettrico, ti sarà più semplice capire il funzionamento della TMS: uno spazzolino elettrico, quando è appoggiato alla sua base, riceve da questa degli impulsi elettromagnetici, che sono in grado di generare attività elettrica nei circuiti dello spazzolino stesso, ricaricandone le batterie. Allo stesso modo il tessuto neurale, quando è investito da un campo elettromagnetico ad alta intensità come quello generato dalla TMS, reagisce generando attività elettrica all’interno dei propri circuiti, come espressione dell’attività neuronale. In poche parole il campo magnetico della TMS è in grado di attivare i neuroni, anche se questi, come dimostrano moltissime ricerche, sono stati resi ipofunzionanti dall’uso ripetuto di cocaina.

 

Sul piano teorico tutto bene, si trattava però di mettere in pratica con i nostri pazienti quello che nessuno aveva mai provato prima.

TMS terapia cocainaAbbiamo allora contattato l’importatore italiano dei dispositivi medici che oggi utilizziamo, il quale ci ha messo a disposizione la strumentazione, per testarla con alcuni pazienti. I risultati sono stati da subito così incoraggianti che abbiamo deciso di capirne di più.

Grazie al nostro Istituto di Ricerca, l’IRCCS San Camillo di Venezia, in collaborazione con la Dipartimento di Neurologia dell’Università di Padova, abbiamo realizzato il primo studio pilota i cui risultati sono stati pubblicati dalla prestigiosa rivista European Neuropsychopharmacology a dicembre 2015.

Sono passati più di due anni e mezzo da quando abbiamo applicato la TMS per la prima volta su una nostra paziente (un caso particolarmente difficile, oggi felicemente risolto), e da allora abbiamo trattato circa un centinaio di pazienti cocainomani, senza avere effetti avversi degni di nota (solo qualche lieve mal di testa transitorio). Le controindicazioni sono infatti pochissime, e, a meno che tu non soffra di epilessia, non sia portatore di pacemaker o protesi acustiche, non sia in stato di gravidanza, puoi sottoporti alla terapia senza correre rischi.

Attualmente, sotto la supervisione del professor Bonci stesso, stiamo mettendo a punto nuovi disegni sperimentali per approfondire e migliorare i risultati preliminari ottenuti.

Se desideri avere maggiori informazioni scrivici a info[chiocciola]terapiacocaina.com, o lascia un commento qua sotto, grazie!